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Al via il congresso europeo di oncologia. Curigliano: torniamo a essere competitivi

Condivisa il 23 ottobre 2026 alle ore 08:50
www.esmo.org
Madrid I volti di Vera Martinella Vaccini e nuove classi di anticorpi Le cure in arrivo contro il cancro Al via il congresso europeo di oncologia. Curigliano: torniamo a essere competitivi MADRID Basta una rapida occhiata al programma del congresso annuale della Società europea di Oncologia medica (Esmo), che si apre oggi a Madrid, per capire che le grandi novità per la cura dei tumori rientrano in tre tipologie di nuovi medicinali: vaccini, anticorpi bispecifici, anticorpi farmaco-coniugati. L’obiettivo è univoco: aumentare le guarigioni o allungare la sopravvivenza purché si guadagnino mesi e anni in buone condizioni, con una qualità di vita che consenta ai malati di godersi la propria quotidianità. Fra le novità di cui più sentiremo parlare c’è sicuramente il vaccino mRna contro il melanoma: «Non si tratta di una vaccinazione che impedisce a una persona sana di ammalarsi, ma di una terapia costruita su misura dopo che il tumore si è già sviluppato ed è stato rimosso chirurgicamente, con l’obiettivo di insegnare al sistema immunitario a riconoscere ed eliminare eventuali cellule tumorali residue», spiega Massimo Di Maio, presidente dell’Associazione italiana di Oncologia medica (Aiom). Gli anticorpi bispecifici, invece, sono farmaci composti da due parti: «Una riconosce il bersaglio sulla superficie della cellula tumorale e l’altra si lega a un linfocita T sano del nostro sistema immunitario portandolo vicino alla cellula tumorale, quindi il linfocita T si attiva e la distrugge — chiarisce Rossana Berardi, presidente eletta Aiom —. In pratica l’anticorpo bispecifico fa sì che le naturali difese dell’organismo imparino a riconoscere e distruggere le cellule cancerose. È una nuova forma di immunoterapia, che viene già utilizzata nella cura di diversi tumori del sangue». Le sperimentazioni Gli studi si spostano in Cina. In dieci anni diminuiti del 50% quelli nel Vecchio continente Gli anticorpi farmaco-coniugati appartengono a una classe differente: «Anche questi sono composti da due parti: una funge da radar e riconosce il bersaglio da colpire (ovvero la cellula cancerosa) mentre l’altra trasporta il carico, un potente chemioterapico, in grado di distruggerla — dice Giuseppe Curigliano, presidente eletto di Esmo —. Diversi anticorpi coniugati sono già disponibili per i malati italiani con linfoma, mieloma, cancro al seno e vescica, ma sono in fase di studio avanzata in molte altre neoplasie». C’è poi un tema «caldo» che agita gli animi degli specialisti: le sperimentazioni cliniche con i farmaci innovativi si stanno spostando in Cina, soprattutto, e anche in America Latina e in India. Per le aziende farmaceutiche questi Paesi appaiono molto più convenienti: offrono costi inferiori, burocrazia ridotta con approvazioni rapide e un’enorme popolazione di pazienti che accelera il reclutamento. E questo può essere un grande problema per i malati, specie per chi ha una neoplasia in stadio avanzato, metastatico, o per chi ha già tentato tutte le terapie standard efficaci, ma non ne ha tratto i benefici sperati. Persone per le quali partecipare a una sperimentazione con una cura innovativa è un’occasione preziosa. In dieci anni, gli studi clinici contro il cancro avviati in Europa sono diminuiti del 50 per cento. «Dobbiamo chiederci: cosa spinge gli sponsor (ovvero le pharma) a scegliere un Paese? Contano soprattutto la rapidità di avvio dei centri, l’esperienza degli ospedali, i tempi delle autorizzazioni e la possibilità di ottenere dati utili per i mercati in cui il farmaco sarà venduto — evidenzia Curigliano —. È su questi punti che l’Europa deve recuperare per tornare a essere attrattiva».
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