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Cover: AQVA. Catastrofe e Meraviglia

AQVA. Catastrofe e Meraviglia

Condivisa il 15 ottobre 2026 alle ore 09:36
Notizia pubblicata il 15 settembre 2026 su www.artribune.com
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“una selezione eccezionale di manoscritti, libri a stampa, incisioni e oggetti provenienti dalle collezioni vaticane racconta il rapporto millenario tra acqua e conoscenza: dal De re coquinaria di Apicio ai racconti di viaggio di Giovanni Battista Ramusio, fino ai bestiari marini e alle curiosità numismatiche legate al mondo acquatico”
“Nella convinzione che, di fronte alle paure, sia più saggio fermarsi e affrontarle, ci siamo affidati a tre creativi dall’ingegno straordinario, scoprendo orizzonti inattesi proprio in ciò che abitualmente ci atterrisce”
“Cuore scientifico e simbolico della mostra è l’Aquatilium animalium historia di Ippolito Salviani (1557), capolavoro che unisce sapere scientifico, arte calcografica e cultura gastronomica, presentato in due esemplari di straordinario pregio. «La mostra AQVA è anche l’occasione per celebrare i 470 anni dalla pubblicazione, che avvenne per iniziativa e a spese della Biblioteca Vaticana, del bellissimo trattato sui pesci del medico Ippolito Salviani, finito di stampare a Roma nel 1557»”
“La mostra, primo capitolo del ciclo Catastrofe e Meraviglia, è aperta dal 25 settembre 2026 al 14 maggio 2027”
“interventi di JR, Bill Moran e Fulvio Pierangelini”
“Biblioteca Apostolica Vaticana”
“artista francese JR, pseudonimo di Jean René, nato a Parigi nel 1983”
“Diluvium”
“Mettere qualcosa al riparo dal tempo, oppure permettergli di attraversarlo: che cosa significa davvero conservare? E chi decide che cosa merita di sopravvivere?”
— https://www.artribune.com/mostre-evento-arte/aqva-catastrofe-e-meraviglia/

Informazioni Evento

Luogo BIBLIOTECA APOSTOLICA VATICANA Cortile Belvedere 00120 , Città del Vaticano , Italia
(Clicca qui per la mappa)
Date Dal 15/09/2026 al 14/05/2027 La mostra sarà visitabile dal 25 settembre 2026 fino al prossimo 14 maggio 2027, il venerdì e il sabato secondo specifico calendario. Vernissage 15/09/2026 ore 18,30 solo su invito Generi arte contemporanea

Primo capitolo del ciclo espositivo quinquennale Catastrofe e Meraviglia. Gli artisti contemporanei in mostra dialogheranno con il patrimonio e gli ambienti della Biblioteca del Papa in una riflessione dedicata all’acqua come minaccia e come risorsa.
“Il mio lavoro crea ponti tra istituzioni e persone”. Intervista all’artista JR (mentre espone in Vaticano) 

Cinque mostre affrontano il tema delle minacce che incombono sul patrimonio. In occasione del compleanno di Papa Leone XIV la presenta fino al 14 maggio 2027 il primo capitolo, con al centro l’acqua come elemento. Accogliendo i visitatori con una grande onda di JR. L’intervista

È una domanda che attraversa AQVA. Catastrofe e meraviglia e che trova la sua immagine più immediata in , l’intervento site-specific dell’, sulla facciata del Cortile del Belvedere della Biblioteca Apostolica Vaticana. Un’onda esce da uno dei volumi custoditi nella Biblioteca, cambia scala e sembra sul punto di travolgere il luogo costruito per custodire la memoria. e mette in dialogo il patrimonio della Biblioteca con gli . Ma la conservazione non è mai un gesto neutro. Preservare significa anche selezionare: stabilire che cosa attraverserà il tempo, chi avrà accesso alla conoscenza e attraverso quali strumenti. Perché conservare è, inevitabilmente, un atto politico: significa decidere che cosa lasciare dietro di sé come meraviglia e che cosa spazzare via come catastrofe. Come un’onda che, mentre attraversa un luogo, lo trasforma. È la tensione su cui JR costruisce Diluvium.

JR e il Vaticano

Non è la prima volta che il lavoro di JR, prima fotografo, poi writer e creatore di illusioni, incontra il Vaticano. “Poche persone lo sanno, ma nel 2005 avevo incollato davanti al Vaticano, con piccoli manifesti, alcune delle mie prime fotografie. Avevo cominciato nei primi anni Duemila e ricordo molto bene quando camminavo per quelle strade e attaccavo le mie foto. Trovarmi oggi all’interno del Vaticano per creare quest’onda è molto emozionante: vent’anni dopo c’è un legame con le origini del mio lavoro”. Né è la prima volta che l’artista si confronta con importanti facciate. Solo in Italia lo abbiamo già visto nel 2021 con la memorabile La Ferita, sulla facciata di Palazzo Strozzi a Firenze, e più recentemente nei giorni di inaugurazione della Biennale Arte di Venezia 2026 con Il Gestosulla facciata che dà sul Canal Grande di Palazzo Ca’ da Mosto, reinterpretando Le Nozze di Cana del Veronese. Con lui abbiamo parlato di restauro, archivi, climate change,risorse idriche, ambiente, guerre, paure e, naturalmente di arte, in questa intervista.

Intervista a JR

La paura è una leva dell’opera Diluvium…
È la paura della Biblioteca di perdere i propri archivi. Archivi che sono anche i nostri, dell’umanità, perché la Biblioteca Vaticana conserva da secoli libri di ogni genere che sono traccia della nostra civiltà. La paura che l’acqua possa portarli via mi ha fatto venire voglia di prendere una delle incisioni di Gustave Doré conservate in uno di quei libri e ingrandirla sulla facciata.
JR, ritratto, AQVA. Catastrofe e Meraviglia, ph Olivia Rainaldi JR, ritratto, AQVA. Catastrofe e Meraviglia, ph Olivia Rainaldi Che cosa produce un’onda?
Quando c’è una catastrofe, a volte rimaniamo paralizzati e tendiamo a chiudere gli occhi davanti all’evidenza. A volte l’arte, soprattutto a questa scala, ci costringe a guardare e a riflettere. Un’onda è sempre in movimento: io l’ho fermata per un momento, per sei mesi, in Vaticano. E pensare che era dentro un libro, dimenticata: riaprendolo, improvvisamente quest’onda torna in vita.
La sua opera è destinata a scomparire dopo sei mesi. La Biblioteca, invece, nasce per conservare. Che cosa resta di un’opera quando sparisce?
È effimera, è vero, ma la bellezza di una cosa del genere è che dopo non guarderemo più questa facciata nello stesso modo. Molti passeranno di qui e si ricorderanno che, a un certo punto, su questo edificio c’è stata un’onda. Non scomparirà così velocemente: resterà anche soltanto in una fotografia. Ma chiunque potrà chiedersi: quest’onda non è già presente sotto forma di ondate di calore, di cambiamenti climatici? Quest’onda è semplicemente congelata e ingrandita così che possiamo guardarla.
https://www.artribune.com/wp-content/uploads/2026/09/diluvium-12-septembre-2026-19h36-vatican-2026-c-jrrisultato-1-scaled.jpg Nel momento in cui l’intelligenza artificiale può generare qualsiasi immagine, perché per lei è ancora importante costruirne una fisicamente?
Il fatto che oggi con la tecnologia si possa creare qualsiasi immagine mi fa desiderare ancora di più di crearle fisicamente. Perché nel processo di realizzare qualcosa, si entra in relazione con le persone. È questo il cuore del mio lavoro: creare ponti tra le persone, o tra le istituzioni e le persone. Anche in un luogo come questo, difficile da raggiungere, credo che il simbolo di un’onda sulla Biblioteca possa risuonare nelle biblioteche di tutto il mondo. Quindi, anche se questa è un’installazione molto legata al luogo, quest’onda va molto oltre il contesto in cui viene presentata.
Cosa scegliamo di preservare? Chi decide cosa deve sopravvivere: le istituzioni, gli artisti, chi?
Penso che sia una domanda per l’umanità. E lo vediamo anche nel disegno di Gustave Doré. Penso che oggi, a causa della grande onda dell’AI, stiamo ripensando tutto questo. Fino a oggi abbiamo saputo che le istituzioni hanno la responsabilità di conservare tutta la conoscenza scientifica, tutta la conoscenza che è stata raccolta per centinaia di anni. Con l’AI stiamo ripensando questo: anche pagine comuni, come Wikipedia, potrebbero non funzionare più domani. 
Quindi è una grande onda che sta arrivando, che è già qui, che sta assorbendo tutta questa conoscenza per utilizzarla in modi che ancora non conosciamo. Ma poiché è invisibile, forse renderla così visibile ci fa porre domande su come tratteremo questa onda. Chi sarà, in realtà, a conservare e salvare questi dati? È ciò che ne facciamo a mettere tutto in discussione.
Si può parlare di acqua, clima, ambiente oggi, con guerre e occupazioni in corso, senza parlare di potere?
L’acqua è un elemento interessante nel caso di una Biblioteca, ad esempio, perché può portare via i libri e distruggerli, ma può anche riportarli alla vita; ed è una delle cose che vediamo in questa mostra, nella parte dedicata al restauro dei libri. Ma l’acqua è ciò di cui abbiamo bisogno per sopravvivere e vivere e, allo stesso tempo, ciò che può portarci via in un momento. È anche qualcosa che genera molte guerre, perché è una risorsa che diventa sempre più rara. Credo che il fatto che la Biblioteca Vaticana l’abbia scelta come primo elemento sia molto potente, ma nemmeno un’onda può riassumere la complessità di questa domanda.

L’installazione “Diluvium” di JR alla Biblioteca Apostolica Vaticana di Roma

Papa Leone ha inaugurato in Vaticano una gigantesca installazione d’arte contemporanea. Il video
Una gigantesca onda invade la facciata della Biblioteca Apostolica Vaticana. È Diluvium, l’installazione site-specific con cui l’artista JR entra negli spazi della Biblioteca e apre AQVA, primo capitolo del ciclo quinquennale “Catastrofe e meraviglia”

Nel Cortile del Belvedere qualcosa sembra essersi spostato. La facciata della Biblioteca Apostolica Vaticana a Roma è ancora quella rinascimentale, ma davanti alla sua superficie si staglia un’enorme onda: un’immagine in bianco e nero che sembra sul punto di travolgere l’edificio. È Diluvium il nuovo intervento site-specific dello street artist JR. “Questa onda nasce dalla grande paura che l’acqua un giorno arrivi e porti via tutto”, racconta l’artista durante l’inaugurazione. L’opera, larga circa 70 metri, inaugura AQVA. Catastrofe e meraviglia – a cura di don Giacomo Cardinali, Simona De Crescenzo, Francesca Giannetto e Delio Proverbio e inaugurata lunedì 14 settembre ma aperta al pubblico dal prossimo 25 – il primo appuntamento di un progetto espositivo che si svilupperà per i prossimi cinque anni, affrontando progressivamente le diverse minacce che possono mettere a rischio il patrimonio librario: dall’acqua al fuoco, dalla luce agli insetti fino all’intervento umano. L’effetto è quello di una scena cinematografica congelata prima dell’impatto.

JR: dalla Bibbia di Doré alla facciata della Biblioteca Apostolica Vaticana

Per realizzare Diluvium, JR ha guardato all’immaginario del Diluvio universale e in particolare alle illustrazioni realizzate da Gustave Doré per la Bibbia. Una delle incisioni è presente anche nel percorso della mostra, creando un rapporto diretto fra la fonte storica e la sua reinterpretazione contemporanea. Il procedimento, tipico della ricerca di JR, consiste nel selezionare un’immagine preesistente per poi sottrarla alla sua scala originaria e trasferirla in uno spazio che va a sovvertire. “L’acqua ci porta a una dualità tra la catastrofe e la resurrezione. E c’è qualcosa in questa grande onda che si amplifica, perché parla di ciò che sta succedendo nel mondo oggi, del cambiamento climatico”. La lettura si spinge poi fino all’intelligenza artificiale, che secondo JR sta assorbendo una quantità e norme di conoscenza contenuta nei libri. “Penso che ci siano molti messaggi nell’onda, soprattutto relativi all’intelligenza artificiale, perché tutti questi libri, tutto questo sapere sta venendo assorbito da un’intelligenza di cui non siamo padroni, e questo è un vero cambiamento nel trattamento del sapere”. L’acqua diventa così una metafora che collega eventi climatici, trasformazioni tecnologiche e perdita di controllo. https://www.youtube.com/watch?v=mfRPgbw-k7I&time_continue=2&source_ve_path=NzY3NTg&embeds_referring_euri=https%3A%2F%2Fwww.artribune.com%2F

JR e la riflessione sulle minacce contemporanee

È questo il punto di partenza di AQVA. Per una biblioteca, l’acqua costituisce una minaccia evidente: può compromettere carta, pergamena e inchiostri e rendere irreversibili i danni ai documenti. Ma il percorso costruito dalla Biblioteca evita una lettura univoca. L’acqua è infatti anche parte della storia materiale del libro, interviene nella produzione della carta e può essere utilizzata nelle pratiche di restauro. A questa riflessione partecipano, insieme a JR, il tipografo statunitense Bill Moran e lo chef Fulvio Pierangelini, chiamati a confrontarsi con le collezioni della Biblioteca attraverso linguaggi molto diversi. Tra i materiali storici compare anche il trattato sui pesci di Ippolito Salviani, pubblicato a Roma nel 1557. All’interno di questo percorso sono incluse anche le tracce dell’alluvione di Firenze del 4 novembre 1966, evento che colpì duramente il patrimonio librario della città. Il riferimento permette così di uscire dalla dimensione simbolica e confrontarsi con una vicenda realmente avvenuta di perdita e conservazione, grazie anche a delle immagini dell’alluvione che provengono da un album fotografico conservato nelle collezioni vaticane. https://www.youtube.com/watch?v=-dFeghpYvlE&t=4s

JR e la vulnerabilità della materia

JR prosegue il progetto all’interno della Biblioteca con Undae, un secondo intervento site-specific. Il visitatore passa così dall’impatto monumentale della facciata a un ambiente nel quale l’acqua viene affrontata attraverso immagini e documenti appartenenti a epoche differenti. Dunque, mentre Diluvium agisce sullo spazio architettonico, Undae lo fa su quello espositivo: “C’è qualcosa di quasi mistico nei libri. Questi oggetti fragili racchiudono i pensieri del mondo”, continua l’artista. Ciò che contiene e trasmette il sapere è materialmente vulnerabile. “Ci sono molte metafore trattenute in questa onda che ci ricordano ciò che sta succedendo nel mondo, ma che a volte è difficile vedere”.

AQVA. Catastrofe e meraviglia
dal 25 settembre al 14 maggio 2027
Biblioteca Apostolica Vaticana




Comunicato stampa
Il Santo Padre Leone XIV inaugurerà, lunedì 14 settembre 2026, la mostra “AQVA” della Biblioteca Apostolica Vaticana, primo capitolo del ciclo espositivo quinquennale Catastrofe e Meraviglia. In mostra le opere di tre creativi contemporanei – l’artista JR, il tipografo Bill Moran e lo chef Fulvio Pierangelini – dialogheranno con il patrimonio e gli ambienti della Biblioteca del Papa in una riflessione dedicata all’acqua come minaccia e come risorsa. Un progetto realizzato in collaborazione istituzionale con Fondazione Roma e con il sostegno di Intesa Sanpaolo. Città del Vaticano, 9 settembre 2026 – Il 14 settembre 2026 Papa Leone XIV inaugurerà AQVA, la mostra inaugurale del ciclo espositivo Catastrofe e Meraviglia. L’iniziativa segna un nuovo capitolo della centenaria storia della missione di conservazione e di divulgazione della Biblioteca Vaticana, proponendo una riflessione ampia e interdisciplinare sugli elementi naturali intesi come specchio delle paure e delle speranze dell’umanità. Concepito come un viaggio attraverso le minacce che da sempre insidiano il patrimonio librario – dall’acqua al fuoco, dalla luce agli insetti fino all’intervento umano – il ciclo pluriennale invita il pubblico a superare la dimensione della paura per scoprire nuove possibilità di lettura e di creazione. Gli stessi elementi che rappresentano una minaccia per la memoria collettiva diventano quindi allegoria universale delle grandi inquietudini dell’uomo di fronte a tutto ciò che sfugge al suo controllo. Il primo appuntamento, AQVA, si concentra sull’ambivalenza dell’acqua: elemento generatore di vita e, al contempo, forza distruttrice. Il percorso espositivo si sviluppa come un’esperienza immersiva che intreccia storia, scienza e linguaggi contemporanei, guidando il visitatore da una percezione iniziale di minaccia verso una progressiva riconciliazione con l’elemento naturale, tema quanto mai centrale nel contesto della crisi climatica globale che il pianeta sta attraversando. L’apertura del percorso è affidata all’installazione monumentale Diluvium dell’artista JR, allestita sulla facciata cinquecentesca, potente evocazione della vulnerabilità del sapere e della memoria. Il visitatore esplora poi i legami tra il patrimonio plurisecolare della Vaticana, il mondo acquatico e le creazioni contemporanee di Bill Moran e Fulvio Pierangelini, fino alla suggestiva Sala Barberini, trasformata in spazio di contemplazione. afferma don Giacomo Cardinali, Vice Prefetto e Commissario delle Attività Espositive. Al suo fianco, . «», continua don Giacomo Cardinali. A dialogare con questo patrimonio sono stati quindi chiamati tre protagonisti della scena contemporanea: JR firma due installazioni site-specific dal forte impatto visivo ed emotivo che interrogano il rapporto tra natura e cultura. «C’è qualcosa di quasi mistico nei libri. Questi oggetti fragili racchiudono i pensieri del mondo; trasportano voci, storie e conoscenze attraverso i secoli. La loro forza è immensa, così come la loro vulnerabilità: la carta non oppone resistenza agli elementi. Portando un’onda nella Biblioteca Vaticana, DILUVIUM e UNDAE mettono a confronto questo paradosso. Che cosa può sopravvivere e che cosa scegliamo di preservare?» afferma JR. Bill Moran attraverso i suoi Letterfishes trasforma la tipografia in linguaggio visivo, dando vita a creature marine composte da lettere, numeri e segni paragrafematici. «Il privilegio di realizzare un’opera per la Biblioteca Vaticana mi ha permesso di unire il passato al presente, affiancando le attrezzature tipografiche tradizionali della mia famiglia e i caratteri in legno d’epoca per creare nuovi LetterFish originali.» sostiene Bill Moran. Fulvio Pierangelini esplora il legame tra acqua, cucina e memoria attraverso racconti gastronomici inediti – vere e proprie dichiarazioni d’amore per la materia prima, osservata e trattata con rispetto e dedizione, e condita con un filo di sofisticata ironia. «Sono molto felice di essere parte di questo progetto e dell’agenda ad esso collegata – spiega lo chef Fulvio Pierangelini – Nell’una e nell’altra racconterò storie e ricette di pesci scovati in uno splendido testo che questa preziosa biblioteca custodisce con infinita cura e saggezza.» Un’ulteriore sezione, dedicata al Laboratorio di Restauro della Biblioteca Vaticana, chiude il percorso espositivo. L’acqua rivela ancora una volta la sua duplice natura: causa di degrado, ma anche strumento fondamentale per la conservazione e la rigenerazione dei materiali librari. AQVA, curata da don Giacomo Cardinali, Simona De Crescenzo, Francesca Giannetto e Delio Proverbio, si configura così non solo come una mostra, ma come la prima tappa di un progetto culturale capace di connettere discipline, epoche e sensibilità diverse, offrendo al pubblico una riflessione profonda sul fragile equilibrio tra catastrofe e meraviglia, e un contributo importante alla consapevolezza del nostro rapporto con la natura, tanto più attuale e urgente quanto è critico il momento che stiamo vivendo. La mostra sarà visitabile dal 25 settembre 2026 fino al prossimo 14 maggio 2027, il venerdì e il sabato secondo specifico calendario. Seguiranno presto maggiori informazioni. Partner e ringraziamenti: il valore delle collaborazioni Il progetto espositivo Catastrofe e Meraviglia e la mostra inaugurale AQVA sono resi possibili grazie alla collaborazione istituzionale con la Fondazione Roma e al sostegno di Intesa Sanpaolo, partner strategici delle iniziative culturali della Biblioteca Apostolica Vaticana. In particolare, la Biblioteca Apostolica Vaticana e la Fondazione Roma hanno sottoscritto un protocollo d’intesa che sancisce l’avvio di un gemellaggio triennale tra le due istituzioni, fondato su una visione condivisa e su una comune missione di valorizzazione, tutela e divulgazione del patrimonio culturale e artistico. Un sentito ringraziamento va al Presidente della Fondazione Roma, Franco Parasassi, per la sensibilità dimostrata nel sostenere il progetto e nel rafforzare il dialogo tra le istituzioni. «Collaborare con una istituzione culturale così prestigiosa è per noi motivo di profondo orgoglio, ma soprattutto un atto di responsabilità verso la collettività – afferma Franco Parasassi, Presidente di Fondazione Roma – Il gemellaggio triennale con la Biblioteca Apostolica Vaticana non rappresenta solo un sodalizio d’eccellenza, ma la realizzazione di una visione comune: rendere il patrimonio artistico e culturale una risorsa disponibile, capace di ispirare, dialogare con il presente e stimolare una profonda riflessione sul nostro futuro. Con iniziative straordinarie come “AQVA. Catastrofe e Meraviglia” contribuiamo con convinzione a promuovere la nostra comune missione di custodi e divulgatori di cultura, affinché continui ad essere sempre un bene accessibile per tutti.» La mostra AQVA rinnova inoltre la consolidata partnership con Intesa Sanpaolo, già protagonista del progetto giubilare e confermata come partner fondamentale per lo sviluppo delle iniziative espositive della Biblioteca Apostolica Vaticana. Stefano Lucchini afferma: «Sostenere un progetto come “AQVA” è per Intesa Sanpaolo un grande onore: significa contribuire a rendere vivo e accessibile un patrimonio straordinario, favorendo il dialogo tra la memoria custodita dalla Biblioteca Apostolica Vaticana e i linguaggi della contemporaneità. È una collaborazione che esprime pienamente il nostro impegno per la cultura, il sociale, l’ambiente, come strumenti di conoscenza. Sono le grandi sfide del presente per accompagnare i giovani a guardare con consapevolezza il futuro.»
Opere notevoli in mostra
«DILUVIUM» – Installazione site-specific – la prima mai realizzata in Vaticano – creata da JR per la facciata della Biblioteca Vaticana, ispirandosi a una delle incisioni ideate da Gustave Doré per illustrare il diluvio universale, realizzata per l’edizione della Bibbia in traduzione francese (Tours, 1866). In mostra un esemplare dell’edizione italiana pubblicata nel 1870 a Milano da Treves (R.G.Bibbia S.70(1)). La maestosa onda di JR rappresenta, al contempo, l’elemento meraviglioso del prodigio naturale e quello catastrofico della sciagura, riassumendo l’ambivalenza dell’acqua, che è alla base della mostra. RICORDO DELL’ALLUVIONE DI FIRENZE – In cima allo scalone della Biblioteca un apposito allestimento ricorda – a 60 anni esatti – l’alluvione del 4 novembre 1966, in cui le acque dell’Arno, oltre a causare vittime umane, invasero le sale e i depositi della Biblioteca Nazionale. La gigantografia e le riproduzioni provengono da un album fotografico, conservato in Vaticana, che fu donato a papa Paolo VI, per illustrargli la portata dell’evento, dalla Gieffe – Agenzia fotogiornalistica (R.G. Fotografie Folio III.8). IL PIÙ BEL LIBRO DEL MONDO (E PERNO DELL’INTERA MOSTRA) – Negli ambienti espositivi sarà possibile ammirare un esemplare dell’Aquatilium animalium historia di Ippolito Salviani, meraviglioso trattato di ittiologia, pubblicato a spese della Vaticana nel 1557 (Stamp.Barb. M.X.53). Si tratta di un capolavoro di tipografia, di arte dell’incisione, essendo un libro splendidamente illustrato, ma anche di un testo che venne realizzato in obbedienza ai precetti della scienza moderna, occupandosi soltanto di quegli esemplari che l’autore aveva potuto osservare da vicino. Per reperire esemplari essiccati e disegni a grandezza e colori naturali, venne coinvolto anche il servizio diplomatico della Santa Sede in una operazione di vera e propria politica culturale. OPERE DI BILL MORAN – All’interno degli ambienti espositivi si trovano 14 opere – due in plexiglass, le altre stampate a mano su carta – di Bill Moran. La serie dei Letterfishes si caratterizza per l’uso dei caratteri della stampa tradizionale, per comporre non un testo, ma dei disegni: in questo caso delle creature marine. Se le si osserva da vicino e si prova a scomporle con gli occhi, ci si accorgerà che sono tutte ottenute dal bizzarro, libero e creativo assemblaggio di lettere, numeri e segni paragrafematici. TYPOTHECA VATICANA – All’interno degli ambienti espositivi si può vedere – per la prima volta – l’armadio della Typotheca, realizzato dalla ditta A. Fouchier e arrivato recentemente in Biblioteca assieme a tutto il suo contenuto. I 160 cassettini della parte superiore erano destinati a contenere le matrici in rame delle lettere, dalle quali venivano realizzati i corrispondenti caratteri di stampa. Una semplice scorsa alle targhette dei singoli cassetti può dare l’idea di quante fossero le lingue e gli alfabeti in cui stampava la tipografia pontificia. IL GIRO DEL MONDO… IN CUCINA – All’intero degli ambienti espositivi sarà possibile ammirare decine e decine di ricettari, provenienti dai diversi continenti e conservati nei fondi della Biblioteca Vaticana: dall’Europa alla Cina, dal Sud America alla Russia e al Giappone, tutti all’insegna della cucina di pesce. Particolarmente significativi uno dei due più antichi codici manoscritti del De re coquinaria di Apicio, che presenta una strana decorazione, perché il testo è presentato come se fosse un libro liturgico (Urb.lat. 1146), e un ricettario cinese di età Song in una rara edizione di fine Quattrocento, che risulta essere in Vaticano dalla metà del Cinquecento (R.I III.332). IL GENIO GASTRONOMICO (E LETTERARIO) DI FULVIO PIERANGELINI – Fulvio Pierangelini per la Biblioteca Vaticana ha accettato di scrivere sei racconti gastronomici a corredo dell’agenda 2027 (anch’essa esposta in mostra): testi brevi e raffinati, dalle immagini preziose e dalle dotte citazioni letterarie, artistiche e scientifiche, un che di poetico circonfonde le descrizioni anatomiche e i dettagli zoologici. Ma c’è anche una robusta vena ironica, che si specchia in un linguaggio che ha, a volte, esclamazioni da fumetto e virgolettati da racconto popolare, o da memorie di famiglia o personali. Opera di un vero e proprio letterato. Presentazione alla stampa della mostra Il prossimo 14 settembre, alle ore 8.30, giornalisti e operatori media accreditati potranno prendere parte alla presentazione alla stampa della mostra “AQVA. Catastrofe e meraviglia” negli spazi della Biblioteca Apostolica Vaticana, al termine della quale potranno assistere dal Cortile del Belvedere all’arrivo del Santo Padre. Dopo un primo momento di presentazione negli ambienti espositivi, saranno a disposizione per interviste: il Bibliotecario e Archivista di S.R.C., S.E. Giovanni Cesare Pagazzi, il Prefetto della Biblioteca Apostolica, don Mauro Mantovani, il Vice Prefetto e Commissario degli Spazi Espositivi, don Giacomo Cardinali, gli altri curatori – Simona De Crescenzo, Francesca Giannetto e Delio Proverbio – i tre artisti: JR, Bill Moran e Fulvio Pierangelini, e, per i partner, il dottor Franco Parasassi, Presidente di Fondazione Roma, e il dottor Stefano Lucchini di Intesa Sanpaolo.
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