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Cover: Il primario e il sì alle trasfusioni  dei Testimoni di Geova:  una donna morì, ora la salverei

Il primario e il sì alle trasfusioni dei Testimoni di Geova: una donna morì, ora la salverei

Condivisa il 23 settembre 2026 alle ore 05:01
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“Le capitò anche un altro caso simile. «Un ragazzino di 13 anni, aveva un trauma alla milza a causa di un incidente. I genitori rifiutarono la trasfusione, ma essendo minore ci siamo rivolti al Tribunale che ci autorizzò. In questo modo il ragazzo si salvò».”
“Cosa accettavano i Testimoni di Geova fino a ieri? «Terapie per aumentare la massa ematica, prelievi del sangue dallo stesso paziente per utilizzarlo poi durante l’intervento. Impossibile in situazioni di emergenza, si confonde il concetto di anemia cronica con l’anemia acuta. In questi casi solo la trasfusione può impedire la morte»”
“alla sua volontà. Morì e fu per noi una sconfitta dolorosa. Il Giuramento di Ippocrate ci impone di salvare una vita con gli strumenti a nostra disposizione e avremmo potuto farlo». Dopo, lei fece uno sfogo p”
“7 anni fa avrei potuto salvare una donna» dice adesso il dottor Iarrobino. Rifiutò la trasfusione? «Aveva 70 anni, era arrivata con un’emorragia gastrica. La trasfusione era necessaria per stabilizzarla e operarla. Si rifiutò più di una volta, a quel punto dovemmo necessariamente sottostare alla sua volontà. Morì e fu per noi una sconfitta dolorosa. Il Giuramento di Ippocrate ci impone di salvare una vita con gli strumenti a nostra disposizione e avremmo potuto farlo»”
“La precisazione che resta il divieto per il sangue intero ha poche conseguenze pratiche, poiché viene sempre lavorato e separato nelle sue componenti”
“Geoffrey Jackson, membro dell’organo collegiale che guida i Testimoni di Geova, ha annunciato che le trasfusioni di globuli rossi, globuli bianchi, plasma e piastrine non sono più contrarie alla fede, ma affidate «alla coscienza personale»”
“movimento religioso nato nel 1870 con l’intento di ripristinare il cristianesimo delle origini”
“decisione dei Testimoni di Geova di accettare le trasfusioni è una svolta storica”
Il caso di Riccardo Bruno Il primario e il sì alle trasfusioni dei Testimoni di Geova: una donna morì, ora la salverei Il movimento religioso abolisce il divieto. «Svolta storica per i medici» «Per noi medici la . Quando l’ho sentito non ci volevo credere. Ci libera da un peso enorme, in casi di emergenza ci permette di aiutare e salvare un paziente». Gianfausto Iarrobino è primario del reparto di Chirurgia generale dell’ospedale di Piedimonte Matese, nel Casertano. Nella sua vita professionale per due volte si è trovato a intervenire su pazienti che aderivano al . Tra i precetti che più li connotavano, il rifiuto di accettare e donare sangue, giustificandolo con gli insegnamenti dell’Antico Testamento. Adesso, con un comunicato video ufficiale (Aggiornamento dal Corpo direttivo n. 6) . . Un capovolgimento radicale, sostenuto questa volta citando un passo del Nuovo Testamento: la lettera di San Paolo ai Galati quando si dice che «ciascuno porterà il proprio fardello». Paul Gilles, portavoce internazionale della congregazione, precisa: «Il sangue rimane sacro. Riconosciamo che è una questione di coscienza tra ciascun Testimone e il suo Dio, Geova». «Se l’avessero deciso prima, 7 anni fa avrei potuto salvare una donna» dice adesso il dottor Iarrobino. Rifiutò la trasfusione? «Aveva 70 anni, era arrivata con un’emorragia gastrica. La trasfusione era necessaria per stabilizzarla e operarla. Si rifiutò più di una volta, a quel punto dovemmo necessariamente sottostare alla sua volontà. Morì e fu per noi una sconfitta dolorosa. Il Giuramento di Ippocrate ci impone di salvare una vita con gli strumenti a nostra disposizione e avremmo potuto farlo». Dopo, lei fece uno sfogo pubblico. La famiglia della donna non la prese bene. «Il paradosso è che mi denunciarono perché secondo loro non avevo preso in considerazione le strategie mediche alternative». Cosa accettavano i Testimoni di Geova fino a ieri? «Terapie per aumentare la massa ematica, prelievi del sangue dallo stesso paziente per utilizzarlo poi durante l’intervento. Impossibile in situazioni di emergenza, si confonde il concetto di anemia cronica con l’anemia acuta. In questi casi solo la trasfusione può impedire la morte». Le capitò anche un altro caso simile. «Un ragazzino di 13 anni, aveva un trauma alla milza a causa di un incidente. I genitori rifiutarono la trasfusione, ma essendo minore ci siamo rivolti al Tribunale che ci autorizzò. In questo modo il ragazzo si salvò». Adesso potrebbe non trovarsi più davanti a situazioni del genere. «Lo spero, è un mutamento che rasserena tutto l’ambiente medico. Per noi il sangue è vita, facciamo tanti sforzi per alimentare le emoteche, per incentivare le donazioni. È inaccettabile avere le mani legate quando possiamo essere utili».
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